Amici, in attesa del caldo invitante del mese di luglio, che ci consentirà di sperimentare la brezza del raduno di più giorni, sono lieto di invitarvi tutti a questo giro:
MARTINA FRANCA
Elegante cittadina situata a 431 m. di altezza sul livello del mare, adagiata su una delle ultime colline meridionali della Murgia sud-orientale, Martina Franca domina l'incantevole Valle d'Itria, splendida distesa verde biancheggiante di trulli.
La maggiore attrattiva della città è senza dubbio costituita dal caratteristico centro storico, splendido esempio di arte barocca, che con le sue stradine, i suoi bianchi vicoli, i palazzi signorili e le maestose e monumentali chiese.
Molto suggestivo e caratteristico, il centro storico di Martina Franca, dalla singolare bellezza artistica, si presenta quindi al visitatore in uno scenografico dedalo di viuzze e incantevoli stradine, ove serpeggia la splendida arte barocca e sulle quali si ergono pregevoli palazzi signorili, dalle stupende balconate in ferro battuto, deliziose ed antiche chiese e caratteristici slarghi. Passando attraverso le antiche porte d'accesso al nucleo antico si ammirano le monumentali torri rotonde e alcune torri quadrate appena visibili all’interno delle mura di cinta.
Oltre ad un ricco paesaggio punteggiato dalle antiche "casedde", i famosi trulli, e dalle tipiche costruzioni delle masserie, preziose testimonianze dell'archeologia industriale, Martina Franca gode di un vasto territorio carsico ingemmato da suggestive grotte.
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GROTTE DI CASTELLANA
In passato era nota solo la prima cavità dell'enorme complesso, chiamata la grave, utilizzata dai contadini come deposito perché pensavano che fosse la bocca dell'inferno. Nella cavità cadevano gli animali, e una caduta così alta significava una morte certa. Questo causava cattivo odore che usciva dalla cavità. Inoltre i cadaveri degli animali producevano gas, che a contatto con il vento freddo venivano rimandati nella cavità. Questo processo faceva credere ai contadini che i gas fossero le anime dei dannati che cercavano di uscire dall'inferno ma venivano ricacciate dentro da forze oscure.
Un primo tentativo di esplorazione fu realizzato alla fine del XVIII secolo da alcuni giovani del luogo, che tuttavia si arrestarono pochi metri dopo il maestoso ingresso.
La scoperta dell'intero sistema di voragini e cavità che compongono il complesso risale al 23 gennaio 1938 ad opera dello speleologo Franco Anelli nell'ambito di una campagna di ricerche speleologiche condotte nelle Murge sudorientali su invito dell'ente provinciale per il turismo di Bari.
Le cavità sotterraneo si estendono per una lunghezza di circa 3 chilometri, fino a raggiungere profondità dell'ordine di 72 metri al di sotto del livello del suolo, riferito all'ingresso della grotta.
La visita turistica al complesso è possibile attraverso due itinerari: quello breve, di circa un chilometro e della durata di 50 minuti, e quello completo, che dura 2 ore.
L'ingresso naturale è rappresentato da un'enorme voragine profonda 60 metri denominata la grave, termine dialettale locale per indicare una grande voragine. Da qui è possibile raggiungere la caverna nera.
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L'invito è rivolto anche agli amici del Peugeot Scooter Club gemellati con lo Scarabeoclub
A questo link il topic sullo Scarabeoclub:
http://www.scarabeoclub.it/index.php?option=com_fireboard&Itemid=57&func=view&id=84432&catid=53





