Aprilia Shiver: impressioni di guida
Inviato: 26 ott 2010 11:57
Premessa alla premessa... Ho guidato scooter per anni e finalmente sono passato ad una moto. Ho scelto di tenere lo scooter in famiglia perché può sempre servire...
Questo post è apparso su Shiveritalia e lì ho dato per scontate alcune cose sulla moto. Qui invece ve la descrivo.
E' una naked, 750 cc, circa 90 cavalli, bicilindrica a V di 90°.
Gestione elettronica dell'acceleratore con mappature selezionabili (Touring, Rain, Sport).
Telaio misto traliccio e piastre. Componentistica di buona qualità rispetto alla concorrenza con gli occhi a mandorla, ma Aprilia è maestra in questo: sullo Sportcity avevo i tubi freno in treccia; la Kawasaki z 750, moto da 110 cavalli, esce coi tubi in gomma.
Se cercate una moto fuori dal comune ed emozionante, forse la Shiver fa per voi. Ecco le mie impressioni. Ciao!
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Importante premessa. Tutto ciò che leggerete va preso al netto del fatto che questa è la mia prima moto, che ho avuto solo brevi esperienze con una Yamaha Fz 6 e poco altro e che provengo da uno scooter Aprilia Sportcity 300.
Come saprete, mercoledì 20/10/2010 ho ritirato la Shiver, modello 2010, rosso-nera con scarichi Akrapovic.
Ho comprato a scatola chiusa: non l'ho neppure provata prima di firmare. La moto la conosciamo tutti, quindi tralascio i dati oggettivi e mi concentro sulle mie impressioni. Certo è che dal vivo la moto è molto più bella che in foto. Da sbavo!
La moto è venuta via per € 7.240 su strada inclusi scarichi Akrapovic.
Deliberatamente senza ABS. Voglio evitare di pensare che lui sia pronto a salvarmi le chiappe e dunque esagerare sempre e comunque. Voglio imparare per bene e con prudenza. Non è ovviamente una questione di denaro: sono solo 400 euro. Basterebbe una scivolata evitata per ripagarsi l'ABS... A tutti gli altri lo consiglierei.
Girandovi intorno mi hanno colpito un sacco di particolari: la cura costruttiva del forcellone, del telaio, i tubi in treccia, la strumentazione, i freni... Se pensiamo che molte moto di successo e di questa fascia di prezzo hanno tubi freno in gommaccia e forcelloni perfettamente rettangolari...
Prima messa in moto: che casino! Sembra un Ducati Monster con Termignoni da arresto immediato, ma ha comunque personalità da vendere.
Salgo su: proprio una bella posizione di guida.
Innesto la prima e parto con un po' di incertezza. All'inizio ho come l'impressione che ogni minima rotazione del polso mi possa mettere nei guai, tanto mi appare nervosa la moto. Eppure è questione di un attimo e vi prendo confidenza, riuscendo a dosare il gas. Pur essendo principiante, ho deciso di partire con la mappa T e non la Rain. Non volevo scuse o salvagenti. Il tempo di fare il pieno 30 secondi dopo (18.50 euro, 13.2 litri ma secondo me c'entrava ancora roba) e mi recavo con un amico a Mondello, ridente località balneare a 5 minuti di strada da quella zona di Palermo.
In mezzo al traffico mi sentivo già a mio agio. La moto è ben bilanciata e tutte quelle pippe mentali sul peso sono prive di fondamento. In men che non si dica riesco inconsciamente ad adottare quei trucchi tipici dello scooter, tipo restare in sospensione, quasi fermi... E mi riesce anche meglio.
Fermo al semaforo inizia a salire del calore. Oggi non mi dà fastidio, anche se penso che in estate potrebbe. Non potrebbe importarmi meno, poiché scatta il verde. Anche senza esagerare con la manetta e col regime mi trovo in un attimo ai 100 km/h di tachimetro. Il motore è di una linearità imbarazzante.
La Fz6 appariva morta a basso regime ma questa, nonostante il rodaggio, è fluida.
Arrivando alla prima curva mi accorgo dell'abbondanza del freno motore. Meno male, perché i freni sono ancora da rodare. Avevo comunque già preso le misure ai (non) freni ed al freno motore. La situazione è stranamente sotto controllo. Tenete presente sempre che è la mia prima moto e che sono arrivato in concessionario in scooter.
Foto di rito a Mondello con un amico, il buon MxDeCurtis di Sportcity club Italia, e poi battesimo del traffico. Il tempo di mostrare la moto alla mia fidanzata che usciva dal lavoro a quell'ora (tratteneva a stento la bava, vi giuro), ancora più traffico.
Il calore è decisamente maggiore e comincio ad avvertire fatica al polso sinistro. Non fraintendetemi: la frizione non è dura, è solo mancanza di abitudine. In mezzo al traffico, con una mano indolenzita è una tortura, ma riesco a svicolare e camminare. Ancora un attimo e mi andavano in fiamme le chiappe! Scherzi a parte, il calore c'è ma è sopportabile.
Arrivo veloce ad un semaforo rosso ed inizio a scalare. Mi è capitato di sfollare in scalata. Capirete che con i freni in rodaggio è un problema! Ma è andata bene: mi sono fermato. Non mi è più ricapitato e adesso ho un rapporto idilliaco col cambio. Il "clac" della prima marcia mi provoca... avete capito.
Nonostante il polso indolenzito, decido di uscire la sera stessa. Passo a prendere la zavorrina e non riesco a crederci: la moto si guida ugualmente bene. Inoltre riesco a partire senza incertezze. Ricordo che quando mi esercitavo con la Fz6 e ripartivo in due erano problemi. Spesso mi si spegneva. Sono passati due anni e non ho avuto altre esperienze di guida da allora quindi l'apprensione è più che comprensibile.
Sarà la frizione, sarà la generosa coppia, sarà l'equilibrio generale del mezzo, ma passeggiarci è un piacere.
Rientrando a casa, in un tratto di tangenziale, decido di distendere tutte le marce, ma non oltre i 6.000 giri/minuto, sapete, sono in rodaggio... Raggiungo su strada privata agevolmente e senza forzare i 140 km/h indicati poco oltre i 60.00 giri, in sesta marcia. Soddisfacente.
Ci sono giusto un paio di curve prima di arrivare a casa mia e la moto mi dà confidenza. Agilissima, oltre ogni aspettativa. Osservando gli altri su moto carenate e semi-manubri mi ero fatto l'idea che le curve andassero anticipate moltissimo, a differenza di quanto faccio con lo scooter, ma con la shiver riesco a non pensarci su molto. Bene!
Arrivo a casa dolorante ma felice.
Sono uscito anche nei giorni successivi per mostrare la moto ad amici. Il dolore è sparito, la confidenza aumenta sempre più e la moto inizia a frenare a meraviglia. Scalare le marce è un piacere.
La moto è sconosciuta ai più, ma chi la sente e chi la vede si ferma a guardarla. Ci ho già fatto 130 km e posso dire di aver speso bene i miei soldi.
Il computer di bordo segna circa 6 l/100 km di consumo medio, probabilmente a causa dell'ambiente cittadino in cui si è mossa per ora. Ovviamente andando ad andatura regolare e basso regime i consumi istantanei sono meno della metà.
Riassumiamo...
Pregi: un sacco! Riassumiamo con "i sintomi di contentezza tipici di un uomo che potrebbero ammaccare il serbatoio". Bel motore, bel rombo, grande equilibrio, finiture, strumentazione, freni, frizione, guida con zavorrina, guida da solo, erogazione, freno motore, scarichi Akrapovic che si raffreddano velocemente.
Difetti: a parte la sfollata in scalata (colpa mia!) posso lamentare solo un po' di calore sotto il sedere, fra le gambe. Ma i miei amici (SV650, Gsx-r 750) mi hanno assicurato che le loro scaldano anche più di così. Quindi, difetti: zero.
E' stato un piacere parlarvi della Shiver. Spero di vederne molte in giro, perché il progetto merita maggiore attenzione.
Questo post è apparso su Shiveritalia e lì ho dato per scontate alcune cose sulla moto. Qui invece ve la descrivo.
E' una naked, 750 cc, circa 90 cavalli, bicilindrica a V di 90°.
Gestione elettronica dell'acceleratore con mappature selezionabili (Touring, Rain, Sport).
Telaio misto traliccio e piastre. Componentistica di buona qualità rispetto alla concorrenza con gli occhi a mandorla, ma Aprilia è maestra in questo: sullo Sportcity avevo i tubi freno in treccia; la Kawasaki z 750, moto da 110 cavalli, esce coi tubi in gomma.
Se cercate una moto fuori dal comune ed emozionante, forse la Shiver fa per voi. Ecco le mie impressioni. Ciao!
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Importante premessa. Tutto ciò che leggerete va preso al netto del fatto che questa è la mia prima moto, che ho avuto solo brevi esperienze con una Yamaha Fz 6 e poco altro e che provengo da uno scooter Aprilia Sportcity 300.
Come saprete, mercoledì 20/10/2010 ho ritirato la Shiver, modello 2010, rosso-nera con scarichi Akrapovic.
Ho comprato a scatola chiusa: non l'ho neppure provata prima di firmare. La moto la conosciamo tutti, quindi tralascio i dati oggettivi e mi concentro sulle mie impressioni. Certo è che dal vivo la moto è molto più bella che in foto. Da sbavo!
La moto è venuta via per € 7.240 su strada inclusi scarichi Akrapovic.
Deliberatamente senza ABS. Voglio evitare di pensare che lui sia pronto a salvarmi le chiappe e dunque esagerare sempre e comunque. Voglio imparare per bene e con prudenza. Non è ovviamente una questione di denaro: sono solo 400 euro. Basterebbe una scivolata evitata per ripagarsi l'ABS... A tutti gli altri lo consiglierei.
Girandovi intorno mi hanno colpito un sacco di particolari: la cura costruttiva del forcellone, del telaio, i tubi in treccia, la strumentazione, i freni... Se pensiamo che molte moto di successo e di questa fascia di prezzo hanno tubi freno in gommaccia e forcelloni perfettamente rettangolari...
Prima messa in moto: che casino! Sembra un Ducati Monster con Termignoni da arresto immediato, ma ha comunque personalità da vendere.
Salgo su: proprio una bella posizione di guida.
Innesto la prima e parto con un po' di incertezza. All'inizio ho come l'impressione che ogni minima rotazione del polso mi possa mettere nei guai, tanto mi appare nervosa la moto. Eppure è questione di un attimo e vi prendo confidenza, riuscendo a dosare il gas. Pur essendo principiante, ho deciso di partire con la mappa T e non la Rain. Non volevo scuse o salvagenti. Il tempo di fare il pieno 30 secondi dopo (18.50 euro, 13.2 litri ma secondo me c'entrava ancora roba) e mi recavo con un amico a Mondello, ridente località balneare a 5 minuti di strada da quella zona di Palermo.
In mezzo al traffico mi sentivo già a mio agio. La moto è ben bilanciata e tutte quelle pippe mentali sul peso sono prive di fondamento. In men che non si dica riesco inconsciamente ad adottare quei trucchi tipici dello scooter, tipo restare in sospensione, quasi fermi... E mi riesce anche meglio.
Fermo al semaforo inizia a salire del calore. Oggi non mi dà fastidio, anche se penso che in estate potrebbe. Non potrebbe importarmi meno, poiché scatta il verde. Anche senza esagerare con la manetta e col regime mi trovo in un attimo ai 100 km/h di tachimetro. Il motore è di una linearità imbarazzante.
La Fz6 appariva morta a basso regime ma questa, nonostante il rodaggio, è fluida.
Arrivando alla prima curva mi accorgo dell'abbondanza del freno motore. Meno male, perché i freni sono ancora da rodare. Avevo comunque già preso le misure ai (non) freni ed al freno motore. La situazione è stranamente sotto controllo. Tenete presente sempre che è la mia prima moto e che sono arrivato in concessionario in scooter.
Foto di rito a Mondello con un amico, il buon MxDeCurtis di Sportcity club Italia, e poi battesimo del traffico. Il tempo di mostrare la moto alla mia fidanzata che usciva dal lavoro a quell'ora (tratteneva a stento la bava, vi giuro), ancora più traffico.
Il calore è decisamente maggiore e comincio ad avvertire fatica al polso sinistro. Non fraintendetemi: la frizione non è dura, è solo mancanza di abitudine. In mezzo al traffico, con una mano indolenzita è una tortura, ma riesco a svicolare e camminare. Ancora un attimo e mi andavano in fiamme le chiappe! Scherzi a parte, il calore c'è ma è sopportabile.
Arrivo veloce ad un semaforo rosso ed inizio a scalare. Mi è capitato di sfollare in scalata. Capirete che con i freni in rodaggio è un problema! Ma è andata bene: mi sono fermato. Non mi è più ricapitato e adesso ho un rapporto idilliaco col cambio. Il "clac" della prima marcia mi provoca... avete capito.
Nonostante il polso indolenzito, decido di uscire la sera stessa. Passo a prendere la zavorrina e non riesco a crederci: la moto si guida ugualmente bene. Inoltre riesco a partire senza incertezze. Ricordo che quando mi esercitavo con la Fz6 e ripartivo in due erano problemi. Spesso mi si spegneva. Sono passati due anni e non ho avuto altre esperienze di guida da allora quindi l'apprensione è più che comprensibile.
Sarà la frizione, sarà la generosa coppia, sarà l'equilibrio generale del mezzo, ma passeggiarci è un piacere.
Rientrando a casa, in un tratto di tangenziale, decido di distendere tutte le marce, ma non oltre i 6.000 giri/minuto, sapete, sono in rodaggio... Raggiungo su strada privata agevolmente e senza forzare i 140 km/h indicati poco oltre i 60.00 giri, in sesta marcia. Soddisfacente.
Ci sono giusto un paio di curve prima di arrivare a casa mia e la moto mi dà confidenza. Agilissima, oltre ogni aspettativa. Osservando gli altri su moto carenate e semi-manubri mi ero fatto l'idea che le curve andassero anticipate moltissimo, a differenza di quanto faccio con lo scooter, ma con la shiver riesco a non pensarci su molto. Bene!
Arrivo a casa dolorante ma felice.
Sono uscito anche nei giorni successivi per mostrare la moto ad amici. Il dolore è sparito, la confidenza aumenta sempre più e la moto inizia a frenare a meraviglia. Scalare le marce è un piacere.
La moto è sconosciuta ai più, ma chi la sente e chi la vede si ferma a guardarla. Ci ho già fatto 130 km e posso dire di aver speso bene i miei soldi.
Il computer di bordo segna circa 6 l/100 km di consumo medio, probabilmente a causa dell'ambiente cittadino in cui si è mossa per ora. Ovviamente andando ad andatura regolare e basso regime i consumi istantanei sono meno della metà.
Riassumiamo...
Pregi: un sacco! Riassumiamo con "i sintomi di contentezza tipici di un uomo che potrebbero ammaccare il serbatoio". Bel motore, bel rombo, grande equilibrio, finiture, strumentazione, freni, frizione, guida con zavorrina, guida da solo, erogazione, freno motore, scarichi Akrapovic che si raffreddano velocemente.
Difetti: a parte la sfollata in scalata (colpa mia!) posso lamentare solo un po' di calore sotto il sedere, fra le gambe. Ma i miei amici (SV650, Gsx-r 750) mi hanno assicurato che le loro scaldano anche più di così. Quindi, difetti: zero.
E' stato un piacere parlarvi della Shiver. Spero di vederne molte in giro, perché il progetto merita maggiore attenzione.