1- L'abbigliamento.
Prima del viaggio:
In inverno bisogna coprirsi.
Perché?
Per evitare che delle dita intirizzite non riescano a muoversi con sufficiente rapidità e sensibilità sulla leva del freno, o che un ginocchio bloccato dal freddo non riesca a reggere il peso della moto.
....e poi per evitare i raffreddori ed i reumatismi!
Comunque sull'abbigliamento invernale troverete
questo nostro topic specifico.
Tenete sempre la fisica: quando fa molto freddo non basta più "imbacuccarsi" con 100 capi di vestiario addosso (anzi, a volte si ottiene l'effetto contrario perché tra i tessuti non c'è più intercapedine)... meglio pochi ma buoni (leggasi: meglio pochi ma cari che molti e economici)!
Eccovi un veloce riepilogo. Iniziamo dalla testa e finiamo ai piedi.
Casco e sottocasco:
Per l’inverno è indispensabile un casco integrale.
Avete un
casco modulare? Ecco, magari questo è il momento di acquistare proprio l'integrale, in modo da avere un casco di riserva (o per il passeggero) quando ci sarà la bella stagione!
Ovviamente non prendo in considerazione caschi demi-jet o jet, tanto comodi (termicamente, non acusticamente) quanto pericolosi (sono insicuri), per non parlare del loro utilizzo in inverno.
L'integrale scelto dev'essere possibilmente dotato di un buon sistema di ventilazione, indispensabile per non far appannare la visiera (problema frequente e fastidioso).
Il punto della presa d'aria da verificare del sistema antiappannamento è quello sul mento).
Per evitare l'appannamento, si può procedere:
a) applicando una visiera interna antiappannamento che forma un’intercapedine di aria che evita l’appannamento (ad oggi è la soluzione migliore).
Per quanto riguarda il sistema
pin lock, troverete utile le considerazioni sul link che vi ho fornito del Forum di ER-6 Italia.
b) utilizzando degli spray o delle salviette apposite, facilmente acquistabili nei negozi di accessori per moto (ma non illudetevi: spray e salviette fanno molto, molto, poco).
E’ utile ricordare che, in caso di lunghi tratti sotto la pioggia, è vivamente consigliabile chiudere con del nastro adesivo (ma non di quello tenace per imballaggio, mi raccomando!) le prese d’aria dirette del casco (ripeto: tutte tranne quelle del mento che servono a non farci appannare la visiera).
Ovviamente non comprate il casco di 15 misure più grandi solo per imbottirlo di passamontagna, sottogola e sottocasco di seta pur di stare caldi...
Altro accessorio molto utile è il
sottocasco: è studiato solitamente per proteggere non solo la testa, ma soprattutto il collo e la gola dal freddo e dal bagnato, è molto utile perché non disperde l’aria calda che esce dalla bocca, e risulta essere un valido espediente per tenersi caldi.
I migliori sono quelli provvisti di “
wind stopper” ma, se non dovesse essere sufficiente, è possibile mettersi anche una bandana per ripararsi ulteriormente dall’aria.
Purtroppo chi vi scrive è allergico a questi sottocaschi pesanti (che lo irritano alquanto) e d'inverno gira con un sottocasco di leggera seta...
...per non parlare del casco modulare, visto che l'integrale non posso proprio utilizzarlo per vari motivi....
Eh sì, predico bene ma razzolo male...
Evitate le sciarpe che si srotolano, possono finire nelle ruote e strozzarvi (una delle morti più stupide di questo mondo) e le cosiddette "golette", quei tubolari che si fissano al casco. I tubolari hanno due effetti indesiderati: fanno appannare la visiera dopo circa duecento metri dalla partenza e fungono da convogliatore per incanalare aria fredda sotto la giacca.
Sottotuta, giacche e pantaloni:
Iniziamo con un paio di consigli banali: evitare di vestirsi al freddo (ma neppure davanti al caminetto perché iniziereste a non sopportare ben presto tutto l'abbigliamento prima e lo shock termico dopo, quando uscirete al freddo) e evitare di indossare abbigliamento che è stato per lungo tempo al freddo (ripostiglio o box esterno, ad esempio... come purtroppo sono costretto a fare io!).
Indossate un buon
sottotuta (underwear), però di tipo motociclistico e non quelli da montagna perché non sono fatti per motociclisti.
Il sottotuta ideale dovrebbe avere il collaudato
"windstopper" nei punti strategici.
Questo tipo di abbigliamento va indossato a diretto contatto con la pelle ed è studiato per essere anche comodo da portare, con forme adatte a chi sta tante ore con le ginocchia piegate.
Oggi addirittura in commercio ne esistono alcuni modelli riscaldati che si collegano alla batteria e, per mezzo di filamenti all’interno dell’indumento, rimangono caldi.
Passiamo alla
tuta o giacca, che in questo caso è il termine esatto.
E' il capo più importante assieme al casco perché protegge la maggior parte del nostro corpo e comunque i nostri punti più sensibili al freddo (mani escluse).
Diffidate dei giubbetti con le maniche staccabili, di quelli con le prese d'aria, prese NACA, soffietti e zip vari o simili... vuol dire che sono da mezza stagione e quindi nell'inverno dell'Elefantentreffen o della Pianura Padana non vanno bene.
In ogni caso, oltre al marchio, badate al peso e al costo: purtroppo devono entrambi essere elevati....
È ormai risaputo che i capi in tessuto (cordura, H2Out, Gore-Tex ecc…) hanno raggiunto livelli di sicurezza ottimi, al pari di quelli in pelle; la differenza però sta nella loro miglior vestibilità, che li rende quindi ideali per affrontare il Generale Inverno (sconfisse Napoleone, figuriamoci voi!).
Generalmente, sono composti da tre strati: una parte esterna, una membrana antiacqua (che può essere estraibile o fissa) ed una membrana termica imbottita all’interno.
Il consiglio dunque è quello di acquistare materiale impermeabile al 100%, evitando di indossare troppi indumenti per non essere successivamente limitati nei movimenti.
Ora penserete: " Beh, io ho visto certe giacche tutte regolabili, col velcro... saranno l'ideale!". No! Vade retro! Meglio le cerniere e i bottoni, anche se ogni volta che ripartite siet costretti a perdere più tempo per chiudervi tutto.
Cerniere lampo e bottoni automatici sono meno peggio del velcro, inefficace quando bagnato e che poi si attacca da tutte le parti imprigionandovi al primo movimento sbagliato. Un vero harakiri.
E poi non dimenticate un paio di particolari: colletto e polsini.
La giacca più pesante non vale niente se lascia colletto e polsini fanno passare gli spifferi.
I POLSINI, allora, devono essere sdoppiati, la parte inferiore deve rimanere aderente al corpo con un elastico mentre quella superiore deve avere una cerniera che chiuda un soffietto.
In questo modo potrete ottenere una tenuta stagna infilando il guanto tra i due strati.
Il COLLETTO, allora, deve essere alto ma non troppo. Perché se poi va a urtare con il casco vi rovina "l’assetto" a ogni frenata.
Per isolarvi ci sarà il sottocasco. L’importante del collo è che sia abbastanza largo (ci deve passare il sottocasco, appunto) e soprattutto facilmente regolabile. Deve fasciare per bene, senza lasciar passare i soliti maledetti spifferi che impatteranno felici sulla vostra cervicale.
Parliamo anche dei nostri poveri RENI.
I reni sono da salvaguardare.
Magari con una giacca lunga che non lasci passare spifferi nemmeno
quando si è reclinati, oppure con una giacca che abbia degli elastici che permettono di fissare la giacca stessa poiché essi passano attorno all'inguine del pilota per poi risalire ed abbottonarsi alla giacca stessa.
Anche una bella fascia elastica fa bene il suo dovere, mentre per il paraschiena non ho esperienze in merito.
Parliamo ora di COSTI dell'abbigliamento e vi svelo alcuni trucchi: quando il freddo non è rigidissimo, anche la calzamaglia di Superpippo e la maglia di lana del nonno alpino vanno bene, mentre il classico foglio di giornale messo a riparare il torace ormai è anacronistico quanto inefficace (se proprio volete provarci, non comprate "la Repubblica" perché è di piccolo formato ma "La Gazzetta dello Sport" che è il giornale più serio che abbiamo in Italia e comunque tratta la pagina dei motori meglio di chiunque altro... quindi unirete l'utile al dilettevole!).
Sempre in tema di costi, buoni affari si fanno agli hard discount tipo Pennymarket o Lidl che vendono abbigliamento motociclistico di provenienza tedesca, visto che in Germania (per quanto gli hard discount vendano abbigliamento di marche semisconosciute) la qualità di tali capi è tradizionalmente molto elevata.
Chi ha la possibilità di recarsi in Germani o in Austria potrebbe approfittare della catena Louis, imbattibile per assortimento e prezzi.
Di solito all'hard discount Lidl è possibile reperire un sottotuta tecnico (poca spesa tanta resa), mentre da Decathlon si trova un pile antivento (30 euro), per il resto meglio un fornito negozio specializzato in abbigliamento motociclistico.
Sempre in tema di costi, provate una maglietta sottile in Tactel da tenere direttamente sulla pelle.
Sembra che ci si debba sudare perché è sintetica, ma in realtà traspira in modo incredibile e mantiene la temperatura corporea senza surriscaldarsi o ghiacciarsi.
Queste magliette si trovano nei negozi specializzati in attrezzatura subacquea, perché in genere si mettono sotto le mute da sub. Prendetela un po' aderente.
Infine, soprattutto nelle ore notturne che arrivano in fretta, PREFERITE ABBIGLIAMENTO AD ALTA VISIBILITA'!
Un topic dove si parla dell'importanza della visibilità (mio pallino, assieme all'ABS) è
questo.
Guanti e sottoguanti:
E' sbagliato utilizzare
guanti da sci (ma siete tutti sciatori dalle vostre parti o che?): sono caldi, certo, ma in caso di caduta non offrono l’adeguata protezione, poiché sono studiati per la neve e non per l’asfalto.
E mi pare che cadere sull'asfalto non sia così soffice come cadere sulle neve, mi pare...
I guanti da moto, invece, sono strutturati in modo da proteggere adeguatamente la mano in caso di caduta (sono consigliabili quelli con apposita cinghia al polso per stringerli, onde evitare che si sfilino in caso di scivolata). Sono inoltre forniti, come ogni prodotto di qualità, di rinforzi rigidi sulle nocche e sul lato esterno della mano, in grado di offrire un’adeguata protezione in caso di caduta.
Ricordate che i guanti di oggi sono assolutamente impermeabili, ma solo finché non scenderete dalla moto.
Una volta tolti, in un ambiente freddo e umido si inzupperanno da soli per un maligno fenomeno chiamato
capillarità, (tsè... e poi dicono che noi motociclisti siamo 'gnuranti) così quando li indosserete per ripartire avrete la sensazione di… andare a funghi.
Per evitare lo spiacevole inconveniente potete dotarvi di copriguanti (vedere voce successiva), o valutare se i soliti paramani (vedere voce successiva) sono abbastanza lunghi da evitare che la pioggia batta direttamente sul guanto.
Contro il freddo, inoltre, è possibile utilizzare un paio di
sottoguanti in materiale termico (occhio: quando fa VERAMENTE freddo quelli in seta sono insufficienti), ma attenzione: se troppo spessi, ridurranno la misura del nostro guanto fino a rallentare la circolazione nella mano e nelle dita riportando un danno anziché un beneficio, poiché sentiremo molto più freddo.
Meglio intirizzite o meglio insensibili? Le dita sono importantissime e quindi occorre magari provare prima di un lungo viaggio la soluzione migliore (personalmente, in passato, ho provato con discreto esito come sottoguanti i guanti da elettricista - quelli gialli, per intenderci - o i guanti da cucina, però non ho idea del comfort e della praticità sulle medio/lunghe percorrenze. La sensibilità è buona, ma l'isolamento termico non so).
E le
moffole, cts, non ne parli?
Ok, ok, parliamone qui e non nella sezione dedicata alla moto, consideriamole come abbigliamento, ok?
Le moffole, più intuitivamente ribattezzate paramani, sono quegli antiestetici sacchetti da fissare al manubrio. Lì ci infilate le mani con i vostri guantoni e siete a posto col freddo…(non so poi quanto siano pratiche quando dovete togliere la mano dalle manopole per fare il gesto delle corna al solito automobilista che non vi ha visto...).
Ci sono poi due accessori da integrare con le moffole quando la temperatura va sottozero:
- le
manopole riscaldate elettricamente;
- i
guanti riscaldati elettricamente.
Sono gli unici accessori per cui valga la pena di succhiare preziosa corrente alla batteria.
Personalmente preferisco i
secondi: con le manopole riscaldate basta togliere un attimo le dita per sentirsele gelare nel freddo più intenso, mentre questo ovviamente non accade con i guanti.
E poi le manopole riscaldate da sole non bastano, senza paramani il tepore si disperde nell’aria gelida.
Comunque, ecco come costruirsi da sé le manopole riscaldate:
link.
Stivali, copristivali e calze:
I piedi solitamente sono la prima cosa che cerchiamo di mettere a terra in una situazione di emergenza e le ossa della caviglia sono molto sporgenti: in caso di scivolata, quindi, è decisamente facile farsi male. Conseguentemente, è bene viaggiare sempre con buoni
stivali o, in alternativa, scarpe tecniche con protezioni nei posti giusti (ormai la totalità delle più note marche le producono).
Scordatevi gli stivali da pista, quelli racing con le "saponette" ai lati e puntate sui modelli turistici invernali.
Scordatevi pure i prodotti cinesi ("Ma non ce ne sono, cts!"... no, non preoccupatevi, prima o poi avremo pure gli stivali da mototurismo invernale made in China: lo sapete che questo Forum viene tenuto sotto osservazione a Pechino?).
Se poi vogliamo degli stivali veramente caldi, compriamoli di un numero maggiore al nostro per poter mettere - all’occorrenza - dei calzettoni pesanti o dell’
underwear specifico da moto.
Un accessorio che può rivelarsi veramente utile poi è rappresentato dai
copristivali: sono ottimi se il freddo si fa sentire anche con gli stivali tecnici, ma diventano indispensabili se non abbiamo delle calzature impermeabili.
Viaggiare con gli stivali inzuppati all'esterno, credetemi, non è confortevole neppure se rimane il piede asciutto all'interno.
Di copristivali ne esistono di vari tipi: in genere, i più comodi sono quelli in tessuto impermeabile molto fine (PVC), che possono anche avere una sottile suola in gomma, utile per non scivolare.
Una cosa che molti non tengono presente è che I COPRISTIVALI DEVONO STARE SOTTO LA TUTA DA PIOGGIA O I PANTALONI IMPERMEABILI, anche se c’è fango o la strada è molto sporca, perché in caso contrario l’acqua, scendendo dalle gambe, riuscirebbe a penetrare negli stivali bagnandoci i piedi…
Le
calze. Quando fa un freddo sotto i +4°C un paio non basta più, ma due sono troppi, perché sotto gli stivali non ci stanno e vi bloccano la circolazione.
E allora si ruba l'esperienza agli sciatori (stavolta sì!): calzettina in seta sotto, calzettone in pile (o lana) sopra.
Durante il viaggio:
Consigli banali, questi.
Che cosa prevedete di utilizzare - non in marcia, ovvio! -: il telefonino? Lo scontrino dell'autostrada? Il portafoglio per pagare il pedaggio autostradale? Le chiavi di casa?
Allora sistemateli nelle tasche esterne (quelle con zip, meno ostiche in caso di utilizzo sotto una forte nevicata rispetto ad altri sistemi di chiusura) a "portata di guanto" e non in tasche inaccessibili perché poste in punti difficili da raggiungere - se non contorcendosi al freddo - o quelle interne.
Dopo il viaggio:
Ok, siete giunti a destinazione intirizziti, va bene, va bene.
Ma dopo avere pensato al sostentamento del vostro corpo (mani e deretano sulla stufetta bollente, schiera di fazzoletti contro il naso colante, un litro di grappa stravecchia, una bella focaccia calda...) dovete IMMEDIATAMENTE pensare al vostro abbigliamento.
Pulitelo, asciugatelo ove necessario, ripiegatelo con cura pronto per essere indossato per la prossima volta.
Ah.. ovviamente non lasciatelo all'addiaccio, nel luogo più freddo dell'appartamento solo perché è ingombrante e non serve più... vestirsi d'inverno con indumenti freddi non è propriamente piacevole...
Ringrazio Urano e Spiffero di Er-6 Italia e Nicola Baldassari di moto.blogup.it.